Cambrugiano… una storia lunga 25 anni!!

Più di venticinque anni di successi, un lustro da celebrare e ripercorrere non semplicemente sfogliando un album dei ricordi ma con lo stesso entusiasmo di chi sa di star scrivendo la sua opera omnia ancora aperta a interessanti sviluppi.

Il “Cambrugiano, Verdicchio di Matelica Riserva DOCG”, il più antico e importante progetto vitivinicolo di casa Belisario, celebra le sue 25 vendemmie con un libro dal taglio epistolare, il prezioso riconoscimento della Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso cui si aggiunge quello di Slow Wine di Slow Food che ha premiato il Cambrugiano come “Grande Vino”.

La serata di celebrazione di venerdì si è svolta in collaborazione con lo Slow Food Matelica del Presidente Sauro Magnatti.

Tanta la strada fatta dalla prima vendemmia datata 1988 all’ultima del 2012 che, notizia recentissima, vede il celebre vino conquistare i tre bicchieri nell’edizione 2016 della più autorevole e influente guida Italiana relativa al mondo del vino. Un fregio per la produzione della casa vitivinicola matelicese e un orgoglio tutto marchigiano.

La storia del Cambrugiano, viene raccolta in un opuscolo che racchiude la “corrispondenza di amorosi sensi” tra questo prezioso nettare degli dei e chi ne riconosce le note, le sensazioni, il valore. Delle 25 vendemmie se ne ricava quindi un percorso epistolare, perfettamente calato nella storia di un mondo che cambia. Sono oltre 20 le lettere indirizzate al Cambrugiano scritte da personaggi di varie nazionalità che hanno partecipato e vissuto l’”illuminismo enogastronomico” degli anni ottanta e novanta. In quasi tre decenni, un mondo che muta in nuovi assetti politici, economici, ambientali, di costume fa da sfondo alle parole che personaggi del panorama internazionale hanno voluto dedicare al celebre vino di casa Belisario. Da Marco Sabellico del Gambero Rosso a Francesco Quercetti e Fabio Giavedoni di Slow Food, passando per i critici enogastronomici Carlo Cambi, Daniele Cernilli e Pierpaolo Rastelli, gli chef Moreno Cedroni e Rosaria Morganti, i sommelier Cesare Padula, Enzo Gironella, Domenico Balducci, Piergiorgio Angelini, il direttore dell’IMT doc Alberto Mazzoni, un esperto del Beverage come Piero Valdiserra di Rinaldi Importatori. E poi le firme estere che dalla Francia al Giappone, dalla Danimarca agli Usa puntellano le pagine di questo volume: Cédric Chauveheid di Licata vini in Belgio, Henrik Bay di Juul’s vin in Danimarca, Nao Fukumura, proprietario Itashoku in Giappone, Frédéric Morandi, proprietario di Du bar à vin Le Bronx, in Francia, Robert Mackin, Proprietario dell’Artisan Wines negli U.S.A., solo per citarne alcuni.

Il libro è inserito in una confezione celebrativa da collezione dove la bottiglia di Cambrugiano 2012 veste un’etichetta con la grafica dello stesso stile del 1988, e un’etichetta originale dello stesso anno. Le “Lettere al Cambrugiano”, si configurano come un percorso fatto di pensieri, ricordi, immagini, sensazioni raccolte da personaggi diversi per provenienza, professione ed esperienza, un puzzle che ricostituisce la storia e la filosofia sensoriale di un vino che oggi con 50.000 bottiglie annue conquista un fatturato netto di 275.000 euro.

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